Pizza e Natale hanno stretto amicizia

PIZZA E NATALE HANNO STRETTO AMICIZIA

“Cosa c’entra la pizza col Natale?!”, vi starete chiedendo.

#Regola N.1 del Pizza Club: Parla sempre della Pizza

“Cosa c’entra la pizza col Natale?!”, vi starete chiedendo.
Beh, dobbiamo ammetterlo, anche noi eravamo di quest’idea all’inizio, poi ci siamo ricordati di una grande verità: mai sottovalutare la pizza!
Ma partiamo da una domanda: cos’è il Natale? Festa, bellezza, regalo, tradizione…
Fermo restando che non può esistere una festa senza la pizza, che sarebbe giusto riconoscerle il titolo di ottava meraviglia del mondo e che, sicuramente, si tratta del regalo più azzeccato fatto dall’umanità per l’umanità, soffermiamoci sulla tradizione: esiste, forse, qualcosa di più tradizionale e iconico della pizza?

#Regola N.2: C'è sempre un buon motivo per parlare della pizza.

Natale e pizza hanno più cose in comune di quanto si pensi. Perché, dunque, privarsi di questa prelibatezza durante le feste?

Roma. Come tutti sappiamo vige una regola ferrea: niente carne durante la Vigilia. Via ai carciofi, alla stracciatella, ai cannelloni, all’ abbacchio e chi più ne ha più ne metta! Ma c’è un altro piatto che non può mancare: gli spaghetti al tonno.
Sembra un ottimo motivo per sorprendere i tuoi invitati con una bella pizza con tonno, pomodoro e cipolla!
Se fino a ora abbiamo scherzato, aspettate di leggere questa curiosità.
Avete presente Stefano Callegari, l’inventore del Trapizzino? Ecco, il premio creatività va sicuramente a lui. Lo chef ha ideato una pizza di natale i cui cinque spicchi ripercorrono i momenti gastronomici più significativi delle vacanze natalizie. Il primo l’ha dedicato alla Vigilia, farcendolo con la pasta al tonno. Segue quello per il Natale, ricoperto da una salsa di brodo di carne, parmigiano e noce moscata (un omaggio ai tortellini in brodo) con sopra una julienne di mortadella e prosciutto crudo. Per il trancio riservato a Santo Stefano ha scelto il lesso alla Picchiapò. Per la fetta del 31 dicembre una crema di torrone bianco con mandorle. Infine, per il Capodanno, non potevano certo mancare il cotechino e le lenticchie. Non vi sembra una trovata a dir poco geniale?

Molise. Avete mai sentito parlare della Pizza di Franz? Nonostante la denominazione, si tratta di un piatto che non ha niente a che fare con la nostra amata pizza. Non meravigliatevi, dunque, se, ordinandola in un ristorante molisano, il cameriere vi porterà un brodo di cardi, uova, parmigiano e prezzemolo in forno. Non dite che non vi avevamo avvisato!

#Regola N.3: Mangia la pizza fritta e poi muori

Napoli. La tradizione vuole che la cena della Vigilia sia a base di pesce e verdure. Così, in vista del cenone, i napoletani inventarono una portata “dietetica” per il pranzo: la pizza fritta, protagonista indiscussa della Vigilia napoletana.
Dovete sapere che la pizza fritta nasce come cibo per i poveri, un’alternativa più economica alla pizza tradizionale. Per permettere ai meno abbienti di comprarla venivano concessi otto giorni di dilazione per saldare l’acquisto: da qui la locuzione dialettale di “pizze a ogge a otto”.
Un’alternativa sfiziosa è la pizza con le scarole. Ingredienti? Capperi, pinoli, olive nere, uva passa e scarola.

#Regola N.4: Anche il dessert da di Pizza (più o meno)

Stanchi di mangiare Panettoni e Pandori? Ecco la soluzione: la Pizza de Natà!
Ebbene sì, chi lo dice che la “pizza” non può essere servita anche come dessert?
La pizza di Natale è un dolce natalizio tipico della tradizione culinaria marchigiana, parente lontana del panettone. Si tratta di una pietanza tipicamente invernale che viene preparata con ingredienti semplici come la pasta di pane, l’olio di oliva, le nocciole, le noci, le mandorle, l’uvetta, i fichi secchi e le scorze di arance e limoni; i più golosi sono soliti aggiungere il cioccolato tritato o il cacao in polvere.

Beh, che ne dite? Si mangia la pizza quest’anno per Natale?